L’intelligenza artificiale sta trasformando profondamente le modalità con cui vengono condotti gli attacchi informatici contro il settore finanziario, aumentando la velocità delle operazioni e la capacità di colpire simultaneamente numerose organizzazioni. Recenti indagini svolte in America Latina, Corea del Sud e Giappone evidenziano una crescente diffusione di strumenti basati sull’AI, mentre in Europa le autorità di vigilanza richiamano l’attenzione sui possibili effetti di tali minacce sulla stabilità dell’intero sistema bancario.

Un caso particolarmente significativo è emerso il 21 ottobre 2026, quando i ricercatori di Straiker hanno documentato un’operazione criminale diretta contro oltre 400 organizzazioni finanziarie latinoamericane, tra cui banche, società finanziarie e servizi di pagamento. Gli aggressori avrebbero utilizzato un’infrastruttura denominata CARLIY0S, attribuita al gruppo CyberCartel, attraverso la quale diversi agenti di intelligenza artificiale, basati su modelli come Claude, Grok e Kimi, collaboravano nelle attività di ricognizione, individuazione delle vulnerabilità, sviluppo di codice e acquisizione di credenziali. Il numero di obiettivi individuati non corrisponde necessariamente ad altrettante violazioni riuscite, ma dimostra la possibilità di estendere le operazioni offensive su una scala difficilmente raggiungibile attraverso procedure esclusivamente manuali.

L’analisi degli archivi utilizzati dagli aggressori ha inoltre individuato migliaia di registrazioni contenenti indirizzi e-mail, numeri di conto, password e chiavi API. La disponibilità di queste informazioni può agevolare ulteriori intrusioni e compromettere servizi collegati, comprese le infrastrutture di pagamento. L’impiego di agenti autonomi non introduce necessariamente tecniche del tutto nuove, ma consente di coordinare e automatizzare procedure già conosciute, riducendo i tempi necessari per individuare e sfruttare le vulnerabilità dei sistemi informatici.

Situazioni analoghe sono state rilevate in Corea del Sud, dove, tra la fine di settembre e l’inizio di ottobre, diverse organizzazioni finanziarie hanno subito intrusioni e sottrazioni di dati. Le analisi tecniche avrebbero individuato tracce dell’utilizzo di strumenti di intelligenza artificiale per attività di penetration testing. Le autorità hanno pertanto richiesto un rafforzamento delle misure di sicurezza, sottolineando la necessità di adeguare le difese alla crescente capacità degli aggressori di automatizzare le attività offensive. Gli elementi disponibili, tuttavia, non consentono di attribuire con certezza tali operazioni a una specifica organizzazione criminale o statale.

Anche il Giappone ha intensificato le misure di prevenzione. Nel maggio 2026, le autorità finanziarie avevano invitato gli intermediari a individuare tempestivamente le vulnerabilità, proteggere i servizi essenziali e installare gli aggiornamenti di sicurezza senza ritardi. Successive indagini avrebbero evidenziato l’impiego dell’AI nella ricerca delle vulnerabilità e negli attacchi alle interfacce di programmazione delle applicazioni (Application Programming Interface, API), confermando come il fenomeno interessi diversi ambiti e non soltanto quello bancario.

La questione assume una dimensione particolarmente rilevante per l’Europa. Nel giugno 2026, il Comitato europeo per il rischio sistemico ha richiamato l’attenzione sui potenziali effetti dei modelli avanzati di AI sulla sicurezza informatica e sulla stabilità finanziaria. Anche la Banca centrale europea e il Fondo monetario internazionale hanno evidenziato i rischi derivanti dalla dipendenza di più istituti da infrastrutture digitali e fornitori comuni. Un attacco simultaneo contro tali componenti potrebbe infatti provocare interruzioni estese dei servizi, anche in presenza di intermediari finanziariamente solidi.

Per contenere queste minacce, è necessario rafforzare il monitoraggio delle applicazioni, la gestione delle credenziali, la protezione delle API e l’aggiornamento tempestivo dei sistemi. A tali interventi devono affiancarsi esercitazioni di ripristino, procedure efficaci di risposta agli incidenti e una maggiore cooperazione tra banche, autorità e fornitori tecnologici. In questo quadro, il regolamento europeo DORA contribuisce a consolidare la gestione del rischio connesso alle tecnologie dell’informazione e della comunicazione e la resilienza operativa degli intermediari finanziari.

Nel complesso, le evidenze disponibili indicano che l’intelligenza artificiale viene già impiegata nelle attività offensive contro organizzazioni finanziarie. Sebbene una crisi sistemica in Europa rimanga uno scenario da prevenire, la crescente automazione degli attacchi rende indispensabile anticipare le minacce e rafforzare la capacità di risposta dell’intero settore.